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Il Luogo e la sua essenza

Un viaggio verso mille possibilità

2019 Una rotonda sulla soglia della città di Merano - Merano


Tutti vogliamo benessere. Merano accoglie i suoi abitanti e ospiti con un cubo che consiste di scritte in tre lingue, parole per sentirsi bene. Con un’altezza di quattro metri e una diagonale di oltre due metri il cubo ha integrato il logo delle Terme. Il cubo in piedi sulla sua punta sembra essere quasi instabile, immerso in blu di notte. A tutti coloro che transitano nella rotatoria auguro di cogliere l’apparente insostenibile leggerezza dell’essere e di assumersi la responsabilità della propria felicità. Inspirare, espirare, amare.


Accaio inox: 230x230x230cm

2017 Giardini di Castel Trauttmansdorff - Merano - il nuovo padiglione per la primavera


La Primavera come stagione, un'aria piena di musica. I primi fiori germogliano dai bulbi. La Primavera anche come l'inizio di una nuova vita. Simile all'infanzia.

Dai bulbi di bronzo esistenti dall 2001, crescono oggetti in alluminio. Elementi con pendoli colorati invitano i bambini a far suonare il mondo.

2017 Tra uomo e natura un "e"


Poiché l’uomo è solo una parte della natura questo lavoro è composto di diverse parti tridimensionali. Elementi umani, animali e vegetali interagiscono tra loro.

Un'ala, e piccoli elementi che sembrano volare via: un simbolo di libertà. E mentre l'ala come forma è un elemento animale, le "penne" hanno la struttura di elementi vegetali. Le singole piccole parti, a loro volta, sembrano essere foglie o piume, ma contengono la struttura di semi. Origine di ciò che ci nutriamo. Una testa appoggiata sulla mano perché pensiero e azione non si distinguono.

Oggetti in Acrystal e terra cotta in diverse dimensioni - Hotel Patrizia - Dorf Tirol

2017 Tempo ... tra cielo e terra


Veniamo dalla luce e andiamo verso la luce, costantemente


Installazione con 25 teste di gres, dotata di specchi e retro illuminata. La temperatura del colore della luce si adegua dall'alba al tramonto alla luce diurna. Hotel Giardino-Marling

2016 giardino marling


Dove fiori sbocciano in garage e dove cresce ciò che t’imposti nella mente.

2015 Primavera Meranese - ART & NATURE

Monumento Arte-Natura con un vestito barocco
Monumento Arte Natura devastato dal vento
Monumento Arte Natura devastato dal vento
Monumento Arte Natura devastato dal vento
Monumento Arte Natura devastato dal vento
Monumento Arte Natura con il nuovo vestito
Monumento Arte Natura con il nuovo vestito
Monumento Arte Natura di notte con il nuovo vestito
14.07.2015
14.07.2105

Omaggio a un Monumento naturale nel Parco Elisabetta a Merano


Molti alberi a Merano hanno ottenuto lo status di monumenti naturali e sono protetti di conseguenza. Sono pietre miliari della storia cittadina e tuttavia sono in pochi a conoscerne la collocazione. Li si può riconoscere grazie alle targhe che li identificano come alberi protetti e ai rami cavi che vengono stabilizzati al loro interno con legno e funi. Questi alberi hanno sicuramente ormai incarnato l'antica simbologia legata alla figura dell'albero come albero della vita, asse del mondo, connessione fra cielo e terra.
L'artista Margit Klammer ha deciso di dedicare particolare attenzione ad uno di questi esemplari nell'ambito del progetto “Art & Nature” in seno alla rassegna della Primavera meranese. Si tratta di un pioppo grigio di 200 anni situato nel Parco Elisabetta, con un tronco di due metri di diametro, corteccia chiara e chioma molto ampia. L'artista intende rivestire l'albero di un abito scuro, dal taglio barocco e dal tessuto semitrasparente, con un’ampia crinolina di chiffon. L'albero si trasforma in una persona, in una donna vestita a festa, in pieno sfarzo. “Quando si trovano in tempi di restrizioni, gli esseri umani tendono a ricercare lo splendore” dice l'artista.
La stoffa riprende elementi naturali e dettagli vegetali, con ramificazioni verdi che si dipanano dall'interno verso l'esterno. Il contrasto fra chiari e scuri, fra la corteccia dell'albero e il vestito, fra la natura della pianta e l'artificiosità del vestito hanno lo scopo di accentrare l'attenzione e dare vita ad un monumento artificiale ad un monumento naturale.
Da una parte l'intervento si richiama apertamente agli elementi più marcatamente distintivi dell'Art Nouveau, con i suoi ornamenti floreali, che permeano di vita organica carta e tessuti, lampade e mobili, legno ed argento e fanno crescere e sbocciare le linee architettoniche, in un accorato messaggio subliminale: “divenite come piante!”
Dall'altra sono presenti anche gli elementi archetipici di miti, fiabe e saghe, con la simbologia dell'albero che contraddistingue la storia dell'arte e della letteratura fin dai suoi albori. Diverse mitologie cosmogoniche fanno discendere l'uomo da un seme o direttamente da un albero. Le forme esteriori delle creature vive sono spesso empaticamente legate le une alle altre, e questo vale in particolar modo per uomini e piante. In molti miti e fiabe, gli esseri umani, quasi sempre femminili, vengono trasformati in piante, come nel più celebre esempio della trasformazione della ninfa dei boschi Dafne, inseguita da Apollo e divenuta infine una pianta di alloro.
Nell'opera di Margit Klammer, al di là delle ovvie differenze, uomo e albero sono costituiti degli stessi elementi, tenuti insieme da un'energia che li spinge ad assumere forme sempre nuove. Heinrich Schwazer

Un progetto organizzato dall'azienda di soggiorno in collaborazione con Kunst Merano Arte, il Comune die Merano, la societá Merano marcheting insieme a molte altre organizzazioni e la partecipazione di artisti internazionali - curato da John K. Grande

2013 Merano ispirata


Un concerto con 2 pianoforti della Scuola di Musica di Merano sulla Piazza della Parrocchia di Merano

L'Ottava si riversa nello spazio urbano. É composta da otto note mentre l’ottavo tono ha il doppio della frequenza del primo.
Messo in scena con 800 candele e 2 x 80 sedie
Foto Damian Pertoll

2013 Il giorno più bello


Il fiore ha bisogno del vaso che ha bisogno del fiore.

Un progetto in collaborazione con fioristi

2013 RISPETTIVAMENTE


Un progetto d'arte, teatro, linguaggi, e musica al liceo d'arte a Merano - Spazi tra Sé e l'Altro

Relazioni definiscono la nostra vita. I rapporti con le persone, la natura, l'ambiente e le cose che ci circondano. Spazio visibile e invisibile. E tuttavia, non vi è alcun vuoto.
In collaborazione con Anuschka Prossliner

2013 Archeo - Bressanone - Elvas


Itinerario archeologico

Protagonisti di questo percorso non sono solo i reperti archeologici raccolti negli scavi, ma le località stesse del territorio rimaste ancora al giorno d'oggi inalterate, in cui, fin dai tempi dell'età della pietra, si sono svolte le vicende e le attività dell'uomo.
L'itinerario archeologico, che si snoda tra le località di Stufles (Bressanone), Pinaz, Elvas, Naz-Sciaves, tocca i punti strategici che i primi abitanti, attenti alle migliori condizioni dei siti, avevano individuato fin dalle origini per i propri insediamenti, considerando: risorse naturali, caratteristiche climatiche, approvvigionamento idrico, protezione dai venti, controllo della visuale. Il fascino della "passeggiata archeologica" consiste in un'immersione totale del visitatore nel paesaggio archeologico, la cui conoscenza avviene, incredibilmente, potendolo calpestare.
Un progetto in collaborazione con Wolfram H. Pardatscher

2011 Salewa Headquarter - M'illumino d'immenso - Bolzano


L'universo si piega. Pieghe sono materiale o sono spazio?

La nascita delle montagne era ed è un continuo sollevamento e ripiegamento di materiale organico derivante soprattutto da sedimenti marini. Spinte verticali, spinte tangenziali e il progressivo sprofondamento accumulano materiale e formano pieghe. Ma non sono solo le montagne che si piegano é tutto lo spazio che si piega. Un tema universale.
Dalla notte dei tempi l’infinito ha sfidato la fantasia di scrittori ed artisti.
”M’illumino d’immenso”scrisse Ungaretti. Mentre posso dare il mio consenso a queste parole mi sento legata anche con questa poesia di Giacomo Leopardi che inizia con la frase: “Sempre caro mi fu quest'ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.“e finisce con le parole:“Così tra questa immensità s'annega il pensier mio: e il naufragar m'è dolce in questo mare.“

Il pensiero non è cambiato da allora ad adesso. L’uomo fin dall’inizio era e continua ad essere un microcosmo dinamico in evoluzione e strettamente legato al macrocosmo. Come nulla accade alla vita quando le forme crollano la vita non può essere considerata come raccolta di parti indipendenti. Tutto è collegato, una rete dinamica di eventi in correlazione in cui ogni parte determina la struttura della totalità. L’architettura definisce lo spazio come lo spazio interagisce con l’arte. Anche se viviamo in un mondo delle infinite possibilità ogni decisione determina, ogni uomo, ogni oggetto, ogni singola pianta compone l’immagine intera e ogni parte implicitamente trattiene l’informazione del tutto.

L’arte agisce e reagisce. Inaspettatamente nascono nuovi orizzonti dietro le parole e dietro il silenzio, forme che parlano forme che provocano sentimenti ed esperienze, perché la dove i nostri sogni si realizzano vive qualcosa di speciale e compone un’inattesa nostalgia.

Perché infondo la nostra paura più profonda non è di essere inadeguati, è di essere potenti oltre ogni limite, perché è la nostra luce, non la nostra ombra a spaventarci di più. È questo il motivo che ci porta ad arrampicarci sulle montagne. Vogliamo conoscere i nostri limiti, e perciò continuiamo a scalare le nuvole.

2011 Un giardino come una stanza in più - Appiano

2011 Les Libres Lifestyle - Merano


Un vecchio negozio - un nuovo negozio.

Riutilizzare e rivitalizzare quello che c'è.

2009 La corona di spine con rose - Simbolo per il Tirolo 2009 - Sfilata ad Innsbruck


Non c'è rosa senza spine

2008 Luce e colore nello spazio intermedio - Scuola elementare Nova Ponente


Se il mondo è monocolore, sembra infinito e tutto ciò che è diverso diventa importante.

2008 Quando spazi diventano natura - appartamento privato - Merano


emerge la nostalgia del castano.

Lavoro sul muro con argilla e disegno sui vetri.

2007 Ichty - Scuola elementare - Velturno


Sembra che esiste qualcosa

che ci unisce e che allo stesso tempo ci separa, un qualcosa che ci collega al passato e ci conduce verso il futuro. Per il fatto che questo “qualcosa” é vago e di definizione poco precisa, lo chiamo ICHTY. (il nome deriva da (“Ichthyosaurus”) Ittiosauro dal Giurassico e simultaneamenta da “ich”(ciò che in lingua tedesca significa “io”)
ICHTY è il vuoto nei nostri ricordi e le cose che forse verranno. La sua forma è indeterminata e per ogni bambino ed ogni adulto individuale perché ognuno vede ciò che vede. Può significare: Il mio mondo è il mio modo di vedere le cose oppure il mondo mi si presenta come io lo creo. Liberamente sospeso nello spazio interno della scuola è in continuo movimento e per questo in relazione con tutto. Il suo messaggio potrebbe essere il seguente: ogni bambino e ogni persona ha un libero arbitrio, ha abilità e preferenze e il dovere di svilupparle. Fidati delle tue sensazioni e abbi fiducia in ciò che senti. Così almeno talvolta puoi diventare un po’ di quel “qualcosa” di umano, animalesco o vegetale che cammina sulla terra e lampeggia al sole.
15 km di corda di nylon lavorata ad uncinetto.

2005 Scultura o spazio


Quando la casa continua nel giardino

sassi, acqua e piante diventano spazio.

2004 Il Labirinto - Centro di riabilitazione - Salorno


L'Inizio e la fine

Mentre aggrappò una mano di sabbia il nomade disse:
Questa è la mia vita
E facendo lo stesso con l’altra mano disse.
E questa è la mia morte
Tutto il resto è fata morgana
Edmond Jabés

2003 Qui e adesso - Hotel Patrizia - Tirolo


Lascio delle tracce

Progetto interattivo con gli ospiti del Hotel. Nelle piccole vitrine appese sulla parete gli ospiti possono mettere le cose che trovano sul loro cammino.

2002 Wellness - Hotel Patrizia - Tirolo


Salute e bellezza

Quattro torsi nelle nicchie.

2003 pantha rhei - art drive in - parking thermae - merano


Parcheggi sotterranei sono non-luoghi, nessuno si aspetta arte. Anonimi, forse paurosi, luoghi d’attraversare, non destinati a rimanere. Costruiti per funzionare. Lo scopo giustifica i mezzi.
Luoghi come questi ci modellano comunque. Uno sguardo dietro le mura; tutto è in flusso.

“Ci troviamo immediatamente sotto la piazza. Tutto scorre. Nel breve tunnel d’uscita che conduce verso Via Garibaldi troviamo una lunga parete rivestita a onde irregolari in acciaio Corten, colore ruggine. Il muro è spezzato a metà da una fessura orizzontale. Margit Klammer lavora con Materiali forti. Nebbia esce leggera dalla fessura illuminata e il suo profumo accompagna automobili e uomini verso l’uscita. La visita alle terme si conclude. L’avventura a contatto con acque termali e vapori salutari è terminata.
I lavori di Margit Klammer si collocano nella zona tra arte e design; la loro base è da ricercarsi nell’uso di elementi fondamentali di uno spazio concluso. L’intento di rivestire le colonne portanti del garage in acciaio aggiungendovi leggere fessure luminose verticali sugli angoli è un indistinguibile intervento di annullamento delle strutture dello spazio. La superficie ermetica del metallo arrugginito è neutralizzata dalla luce, relativizzata dalla nebbia che si diffonde e sospesa dal profumo impercettibile che ne fuoriesce. È un sottile alternarsi e neutralizzarsi reciproco degli elementi che in sé compongono l’esistenza della tridimensionalità.“ Benno Simma

2001 Giardini di Castell Trauttmansdorff - Voliera - Merano


Libero come un volatile

Al punto finale, in cima a tutti i percorsi, nella parte più alta del Giardino, la dove la vista abbraccia l’orizzonte e il paesaggio si apre con tutta la sua bellezza regna la libertà. Eppure vi si trova una gabbia per uccelli che non sono domiciliati qui. Domicilio è laddove uno si sente a suo agio, un luogo che offre prospettive e pace, un’unità che si apre verso l’esterno e l’interno. Un luogo di gioia per coloro che credono al significato di questa parola, un posto per chiarire i pensieri per coloro che ritengono inutili siti come questo.
Uno spazio dove si sposano libertà e protezione.
E l'uomo guarda l’uccello e l’uccello guarda l’uomo.
Chi è imprigionato e cos’è libertà?
Un passaggio sbarrato ti conduce attraverso il recinto protetto da piante.
Cammina verso la tua destinazione e nota respirare il giardino.
“solo il pensiero vola”
Vuoi volare anche tu? Invidi gli uccelli oppure gli rimpiangi nel loro recinto?
Libertà implica potersi rivolgere ovunque si vuole, oppure significa accettare i limiti?
Siediti sull'altalena e osserva, ammira la grazia dei detenuti che ti tollerano solo come visitatore. Ascolta il loro canto e renditi conto della loro protetta libertà e la tua.
Se esci fuori sul ponte e i tuoi occhi vagano verso l'orizzonte o verso le travolgenti profondità dell’abisso goditi la vertigine che ti colpisce.
Dove ti senti meglio: la dove il mondo si apre sotto i tuoi piedi oppure la dove piante ti proteggono da sole e vento? Scegli la posizione che ti addice di più: da solo sul ponte o con altri in gabbia - un’utilità che forse metti in dubbio eppure un posto pacifico ed armonioso al quale forse non vorresti rinunciare.
Riposa, guarda, ascolta ed inizia ad essere completamente uomo e totalmente uccello.
L'esecuzione è stata effettuata in collaborazione con Wolfram H. Pardatscher.

2000 Giardini di Castel Trauttmansdorff - Padiglioni - Merano


Le monde est plus petit, sans fou

Forse questa frase potrebbe essere stata il motivo per la costruzione degli Folies, come i padiglioni dei Giardini di Trauttmansdorff sono stati chiamati altrove?
“Dobbiamo affrettarci se voliamo vedere ancora qualcosa” riconobbe Paul Cézanne, e Jean Laude proclamò: “Fermate la terra, vado giù”.
Posti per soffermarsi in un mondo sempre più frenetico, intermediando tra la natura e l’artificialità.
Un giardino botanico non è un paesaggio cresciuto naturalmente, ma uno spazio creato artificialmente. La natura non avrebbe creato spazi, suddivisi in giardini soleggiati, terrazzati, acquatici o giardini boscaioli. I contorni sarebbero sfumati e le piante avrebbero cercato il proprio habitat naturale. La probabilità che piante esotiche sarebbero cresciute in prossimità di vegetazione nativa sarebbe stata bassa.

Per mediare questi specifici giardini tematici è nato il desiderio di creare padiglioni espressivi e percepibili per tutti i sensi. Dovevano rappresentare il carattere delle piante circostanti, visualizzare di quali condizioni hanno bisogno per crescere e come sono costruite, spiegare da dove vengono e trovare risposte alla domanda come sono venute a noi.
Sono nati dei conglomerati a metà strada tra arte e architettura, dense forme di comunicazione tra uomo e pianta, non solo sculture e non solo necessarie per la protezione dalle intemperie o aree informative ma dei piccoli gioielli nel paesaggio.
L'esecuzione è stata effettuata in collaborazione con Wolfram H. Pardatscher.

2001 tutto lana - Negozio Stadler - Bolzano


Lana e bottoni

Allestimento su parete e mobili.

2001 Terra, Acqua, Luce - Scuola superiore d'agricoltura - Castel Baumgarten - Ora


Più l'arte si avvicina alla natura, più lascia il regno dell'arte.

Quando si parla di spazio, di solito pensiamo a quello tridimensionale euclideo, lo spazio dei matematici e fisici in base a lunghezza e larghezza, come abbiamo imparato a scuola. E` lo spazio determinato da metri e centimetri, lo spazio architettonico, limitato, dalle dimensioni fisse. Ovunque c'è un orizzonte e ovunque ci sono dei limiti. In questi luoghi ci sentiamo al sicuro.

Di tanto in tanto però ci sono anche spazi chiaramente definiti, circoscritti con pareti, che superano le dimensioni fisse. In tali spazi esiste un rapporto che non esiste nello spazio matematico. Il paradosso di queste aree è che hanno transizioni tra confini nettamente definiti. Spazio tangibile per crescere al di la dei confini, non perché le unità vengono cancellati, o la stanza stessa si dissolve dalla realtà, ma nasce dal fatto che si crea un rapporto tra l'umano e l'astratto, tra ordine e caos, tra natura e arte. Le differenze si annullano a vicenda, si confondono e mantengono l'equilibrio, eppure non sono spazi immaginati o presuntuosi, ma diventano realtà immediata e viva.

Sempre bisogna considerare che la nostra vita si svolge in spazi, la vita personale come quella comune. La natura fisica dello spazio, la qualità degli oggetti, la gestione della luce, le misure matematiche ..... è la qualità delle cose che determina lo spazio e che ci promuove o ci inibisce. Chi concipisce spazio concreto è costretto di assumersi la responsabilità per coloro che lo utilizzeranno, anche se poi lo spazio si deforma da chi lo usa. Si modifica con le persone che risiedono e con la vita che si svolge in esso. Se consideriamo un luogo come limite che separa, sia la natura dall’oggetto o dalle cose circostanti limitiamo invece di unire. E questo no ha senso, perchè tutto interagisce con tutto. Lo spazio con le persone con il passato, il presente e il futuro.
Spazio è tempo vissuto.

Terra e Spazio - Realtà e mito. L'arte non si fa intimidire dalle cose o dal fatto di associare le interdipendenze. È sempre disposta a portare l'esterno all’interno e di unire le prospettive e le dimensioni. Si avvale della fantasia, il sentimento più naturale. Ogni intervento diventa realtà, combina idee pratiche e immagini apre le porte alla propria origine, accumula le tentazioni e il desiderio di sviluppare il proprio essere. Sensibilizza il visibile, raffina la vita, per scoprire la propria individualità. Eppure è come il dio della soglia, come Janus, il dio con la doppia faccia.

1999 Una scuola per la vita - scuola elementare - Sesto


Cosa fanno i zaini sulla parete

Come le lettere dell'alfabeto sono tutte diverse, così ogni singola persona si distingue da altre. Non importa di quale tessuto sono costruiti i zaini o i loro vettori. Solo riconoscendo questo fatto può diventare realtà un mondo colorato. Solo se tolleriamo queste diversità ne consegue una vita degna di essere vissuta. Andare a scuola non è solo accumulo di conoscenza per avere conoscenza ma bisogna garantire che imparare significa creare i presupposti per affrontare la vita. La scuola, e in particolare quella elementare, deve fornire le condizioni a base della vita, deve mediare le cose fondamentali in modo che gli alunni abbiano l’occasione di raccogliere e preservare ogni esperienza e integrala non solo nel proprio zaino ma sopratutto nella propria vita.